Il momento prima della decisione
Il respiro non come relax.
Il respiro come momento prima della decisione progettuale.
Il vuoto prima della forma.
Dalla noia nascono le idee. Il progetto dà loro struttura.
Take a Breath è un evento immersivo pensato per la Milano Design Week 2026. Un percorso in tre ambienti che attraversa altrettanti momenti del progetto: il vuoto emotivo, il metodo progettuale e la stratificazione materica degli oggetti nello spazio.
L’obiettivo è posizionare Setz come metodo progettuale, integrare Radisa Gallery come stratificazione consapevole e costruire un ecosistema dell’abitare — insieme a JV e milanolocare.

Struttura narrativa
Tre ambienti. Sequenza obbligata. Nessun caos.
Il visitatore attraversa naturalmente tre momenti del progetto, ciascuno legato a uno spazio fisico diverso.
Ingresso / Veranda — Il Vuoto
Il visitatore entra nello spazio dell’ascolto. Qui emergono bisogni, frizioni e intuizioni legate all’abitare. Uno spazio immersivo e sospeso — non scenografia, ma condizione. Un luogo dove meditare, rallentare, sentire.
L’atmosfera è costruita con fiori appesi, leggerissimi. Ogni fiore porta un desiderio scritto su un cartellino minimale. Il silenzio è vivo, non decorativo.
Piano Ufficio — Il Metodo
Il progetto prende forma. Planimetrie evolutive, materiali e ragionamenti progettuali rendono visibile il processo. Luce tecnica, elementi esposti, pareti con ingrandimenti ed evidenze: un laboratorio creativo aperto al pubblico.
Qui si tengono le mini-sessioni guidate: “Risolviamo un problema in 15 minuti.” Un formato partecipativo dove il team smonta soluzioni superficiali e lavora dal vivo con i visitatori.

Seminterrato — La Stratificazione
Il progetto incontra la profondità. Oggetti selezionati da Radisa Gallery dialogano con lo spazio e ne arricchiscono il significato. Non si tratta di riempire, ma di trovare equilibrio — una presenza calda, misurata, che stratifica storia e contemporaneità.
Qui il vintage incontra la tendenza: ogni oggetto racconta una scelta consapevole.
Il layer trasversale: abitare nel tempo
Durante il percorso emerge un livello di lettura ulteriore, legato al valore dell’abitare nel tempo. Attraverso micro-pannelli e dettagli d’allestimento, il visitatore scopre come un progetto ben pensato — dallo spazio all’arredo, dalla luce agli oggetti — continua a generare valore ben oltre la consegna.
Prima del progetto: uno spazio anonimo, poco vissuto.
Dopo: un ambiente completo, ben pensato, che continua a generare ricchezza nel tempo.

Programma
Clinic progettuale
Un format frontale e aperto. Il team analizza casi reali in sessioni da 20 minuti, partecipate, con un massimo di 8–10 persone per sessione. Chiunque può portare il proprio progetto.
Talk: “Smontiamo un progetto”
Una provocazione curatoriale. Quando un progetto sembra finito, è lì che inizia davvero. Un dialogo aperto su portfolio, processi e decisioni — dalla noia alla forma.
Performance silenziosa
Un’osservazione dal vivo: il team lavora su un progetto reale — da lucido a pennello — mentre i visitatori osservano quello che accade. Nessuna conferenza, solo il lavoro.
Il percorso del visitatore
Passa davanti al portone. Lo nota, si incuriosisce. Tempo medio: 10 secondi.
Entra nella veranda. Il caos della Design Week si ferma. Un divano, il silenzio, lo spazio dell’ascolto.
Sale al piano ufficio. Vede le scale, intuisce che sopra succede qualcosa. Schizzi, planimetrie, materiali: il metodo prende forma.
Scende al seminterrato. L’atmosfera cambia. Oggetti selezionati creano un racconto. Ogni pezzo dialoga con lo spazio.
Torna su. Ha voglia di parlare, di sapere di più. Durata media della visita: ottimale tra 45 minuti e 1 ora.